Le carte della saggezza tolteca
Carta numero due:
Riconosco me stesso e i miei sentimenti.
In qualsiasi cosa io provi non c’è nulla di sbagliato.
Non esistono emozioni buone o cattive.
Anche la rabbia e l’odio hanno sempre una ragione.
Ogni emozione sgorga direttamente dall’integrità del mio spirito.
Questa è meditazione, osservazione pura dei propri sentimenti,
senza giudizio o categorie: un semplice riconoscere.
I nostri giudizi, le nostre resistenze non fanno altro che alimentare certi sentimenti,
è come se ci fosse un bambino a sfidarci e farà esattamente il contrario di ciò che noi sentiamo giusto: se accettassimo la sfida sarebbe un braccio di ferro senza fine che porterebbe solo a inutili nevrosi. Il bambino ha le sue ragioni per manifestare certi sentimenti ed essendo solo un bambino è un essere puro, quindi nel suo agire non c’è cattiveria ma solo bisogno di attenzione. Quel bambino è il nostro io profondo che manda messaggi: forse abbiamo dimenticato qualcosa o stiamo vivendo una vita che non è proprio la nostra, qualsiasi cosa sia non fa alcuna differenza.
Quando la nostra consapevolezza si posa senza giudizio su certe manifestazioni la dinamica si allenta, questo è il miracolo del non-giudizio. Più è forte la manifestazione dei sentimenti e maggiore dovrà essere la nostra amorevole comprensione: possiamo liberarci solo di ciò che siamo disposti ad accogliere. Nel riconoscere i nostri sentimenti possiamo trasformare le nostre paure e scoprire la parte più profonda di noi stessi.
Chi erano i Toltechi?
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