Editoriale

   
di Sandro Angelini
 

 

Bande etniche e guerriglia urbana


Accade negli USA, in Francia, in Germania, in Inghilterra, in Olanda e ora anche in Italia: dopo Rosarno è toccato Milano. Bande di balordi che si azzuffano, ci scappa il morto e inizia la rivolta contro la città e chi paga? Cittadini onesti e indifesi. Prima di questa cronaca di guerriglia c’era tensione, Latin King contro gli Egiziani, questa è l’integrazione che i nostri politici e amministratori locali sanno donare ai cittadini, sempre più spaventati. Chiedete ai milanesi della zona da quanti anni vivono con la paura di girare la sera in certe zone e sentirete cosa succede veramente.
Duecentomila extracomunitari regolari e circa 40 mila clandestini sono davvero troppi anche per Milano, le condizioni sociali in cui vivono e le difficili culture da integrare alla nostra trasformano queste cifre in bombe sociali che prima o poi esplodono, con buona pace della sinistra e della chiesa cattolica con le loro politiche di accoglienza. C’è anche una destra, in parte buonista (alla Fini) e in parte rigorosa fino alla xenofobia, che prende voti da chi ha paura, dai razzisti (perché ce ne sono…), ma i numeri e le brutte storie dicono che nessuno ha fatto nulla per evitare tutto questo.
L’immigrazione per l’Italia è un fenomeno abbastanza recente, quindi sarebbe stato utile guardare cosa accadeva negli altri paesi europei per evitare il ripetersi di errori fin troppo evidenti ma le convenienze politiche, la stupidità ideologica e i pregiudizi hanno portato alla cecità, così ci ritroviamo con problemi identici a quelli degli altri paesi europei. Che fessi!

In Olanda per esempio, anche se i media ignorano continuamente certi fenomeni, la situazione è diventata drammatica, ci sono interi quartieri dove nessuna donna può entrare a volto scoperto (figuriamoci con una gonna!) e come in Francia ci sono zone soggiogate da bande che impongono la loro legge: la sharia. Intimidazioni, persecuzioni, aggressioni e omicidi ad opera di gruppi che non rispettano neanche gli stessi principi che hanno dato loro accoglienza e libertà ma impongono la loro assurda legge anche a chi li ha accolti!
Un velo pietoso sulla questione inglese che riconosce giuridicamente i tribunali islamici e la loro legge coranica, altra polveriera sociale. Nel nostro bel paese prima o poi la sinistra dovrà fare i conti con queste comunità e sarà costretta a scegliere se battersi per i diritti umani e sociali di tutti, oppure difendere chi vorrebbe imporre diritto le loro convinzioni pseudo religiose. L’islam mal si concilia con le sacrosante battaglie per i diritti civili delle coppie di fatto, dei gay e delle lesbiche, per non parlare del diritto di scegliere come morire (leggi testamento biologico).

Ricordate il “family day”? Se avete buona memoria ricorderete pure che oltre ai nostri politici (divorziati, cocainomani, frequentatori di escort e trans) c’erano anche molte famiglie islamiche. Presto o tardi politici e intellettuali dovranno usciere allo scoperto e dire seriamente da che parte stanno rispetto a questi problemi, quantomeno dovranno dire cosa fare per evitare guerriglie e paura come accaduto a Milano. Non penso si tratti solo di sfruttamento e degrado, perché se così fosse, quelli come noi, di nazionalità italiana, in difficoltà economiche ed eterni precari (ormai più vicina ai cinquanta che ai quaranta) cosa dovrebbero fare, spararsi o … sparare a qualcuno?
Vediamo adesso di analizzare un po’ di numeri. Nella civilissima Milano nei soli primi sei mesi dello scorso anno ci sono state 23 denunce (che solitamente sono solo una piccola parte di quanto realmente accade) e 84 stranieri coinvolti in vicende di liti e violenze tra gli stessi extracomunitari, il che significa che esiste un problema di razzismo e intolleranza anche tra stranieri di diverse etnie. Questi dati evidenziano un sostanziale fallimento dell’ integrazione e la costituzione di bande etniche che vivono spesso di furti, spaccio di droga e rapine, sia solo uno dei segnali di allarme sociale a cui nessuno sembra prestare la dovuta attenzione.
Ci sono anche problemi invisibili, pensate alle violenze familiari a cui sono regolarmente sottoposte le giovani donne islamiche che tentano di vivere in maniera integrata, la cronaca e l’attenzione mediatica si focalizza su di loro solo quando sfocia in rapimenti, violenze gravi e omicidi ma la realtà è ben più complessa e ricca di quanto emerge, ci sono continui abusi, costrizioni e purtroppo mutilazioni di cui nessuno parla.

E’ possibile disinnescare questa bomba sociale o siamo destinati a una società sempre più violenta? Confrontando gli attuali numeri di omicidi, violenze e abusi da parte di italiani e stranieri con quelli di dieci e venti anni prima, si comprende facilmente che questo sistema non sta funzionando e che la situazione sembra destinata a peggiorare.
Viviamo in una società globalizzata che ha perso ogni riferimento culturale e moralmente sano, una società che si professa liberale ma che dimentica i diritti fondamentali di tante persone, una società sempre più povera e violenta in cui la famiglia sembra non avere più nessun ruolo.

Le bande etniche sono solo la punta dell’isberg di un problema vasto e molto complesso
che prima o poi si dovrà affrontare, prima che si trasformi in una vera emergenza e a quel punto cosa faremo, chiameremo ad intervenire la protezione civile?!?

 



febbraio 2010

 
   
 
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