Editoriale

   
di Sandro Angelini
 

 

Crisi economica, politica e morale.



Berlusconi non è più il primo ministro. Dopo circa due anni di pettegolezzi, Ruby rubacuori e roba del genere … l’imperatore è caduto. Ci è voluta una crisi dall’aria irreversibile e l’Europa, visto che l’opposizione è stata pressoché inesistente e a volte connivente. Molti delusi, tanti felici e altri dispiaciuti ma tutti sono preoccupati. Cosa accadrà? Chi pagherà questa crisi addirittura definita “psicologica”? Penso alle dichiarazioni dell’ormai ex ministro dell’economia:
la crisi è alle spalle; l’Italia ne è uscita molto meglio di tanti altri paesi
e cose simili. L'ultima (da premier) di Berlusconi: “i ristoranti sono pieni, difficile prenotare un volo … girando non si ha l’idea di un paese in crisi”.
Berlusconi non voleva mettere le mani nella tasche degli italiani... ricchi:
nessuna patrimoniale, nessuna tassa ulteriore su rendite e speculazioni.
Quindi nessun peso per chi ha proprietà e denari a sufficienza da poter girare nei ristoranti che frequenta Berlusconi e non saranno pizzerie, trattorie o fast food, perché lì la crisi si vede e si sente. Si vede e si sente dai picchetti davanti alle aziende che chiudono per la crisi, mentre altre, con la scusa della crisi, delocalizzano lasciando a casa e nella merda centinaia di famiglie. E’ sempre più evidente che i nostri politici (spero non tutti!) vivono in una realtà parallela, fatta di lussi, festini, agevolazioni, privilegi e "auto-regalini": un vero dissociamento dalla realtà del paese, quello che fatica, si dispera e cade sotto i colpi di Equitalia, il mostro con i superpoteri (creato da Tremonti) che non distingue i furbi dai poveracci caduti
in disgrazia.

Il colpo di coda: la moltiplicazione della “legge mancia”: 150 milioni … !!  
Un bel gruzzolo per lorsignori  “a fondo perduto” da ripartire poi nel chiuso
delle commissioni: una moltiplicazione di spesa infilata nella legge di stabilità
come un ultimo colpo di coda della casta… Alla faccia della crisi!

Ci aspetta un periodo difficile e tanti sacrifici … 
Questa crisi è figlia di speculazioni internazionali e di un debito pubblico italiano
che tutti i politici italiani hanno contribuito a gonfiare.
Domanda: ma perché dobbiamo sempre pagare gli errori, le speculazioni e i furti
di chi non avrà problemi di pensione?

 

 

 

 
   
 
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