Editoriale

   
di Sandro Angelini
 

 

Ipocrisia reale


Vedere Rania di Giordania sulle prime pagine di molti giornali dopo l’apparizione al festival di San Remo non mi ha sorpreso affatto, la regina è stata definita addirittura “tosta” e “glamour” da un autorevole quotidiano nazionale. Sicuramente onnipresente, acclamata e pure premiata. La scorsa estate prendeva il sole, faceva i bagni e mangiava gelati in Italia e riceveva anche dei premi per il suo impegno a favore dell’emancipazione delle donne. Proprio in quei giorni caldi, mentre lei rilasciava interviste e mangiava gelati, una bimba di soli 9 anni del suo paese veniva uccisa dal nonno perché impura:
la piccola era stata violentata e quindi, secondo tradizione locale (islamica), era diventata un’onta per tutta la famiglia. Questa è la reale condizione delle donne anche nel paese della bella regina glamour: orribile, specie nelle zone rurali dove ancora persistono pratiche di mutilazione dei genitali femminili in tenerissima età. Evidentemente l’impegno di Rania non è molto efficace e puzza di ipocrisia, un po’ come il nobel per la pace a Obama. Viene da chiedersi: se Rania di Giordania fosse stata un cesso e Obama un qualsiasi senatore bianco, avrebbero ricevuto lo stesso premi e tanta attenzione?



Il mondo è folle e noi dobbiamo comprendere l’origine di questa follia
ma è lecito porsi domande.  

 

 



febbraio 2010

 
   
 
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