Editoriale

   
di Sandro Angelini
 

 

Martedì 26 novembre 2008

Quei bravi ragazzi

Tutti abbiamo sentito e letto di quei bravi ragazzi riminesi, di buona famiglia, che, presi dalla noia volevano divertirsi spaventando con il fuoco un uomo di 44 anni che stava dormendo su una panchina. Si tratta di un uomo senza fissa dimora, in altri tempi si sarebbe definito un barbone ma adesso è di moda il francese quindi un clochard ridotto in fin di vita per rompere la noia di quattro bravi ragazzi di soli vent'anni. Spensierata gioventù ...

Su un quotidiano nazionale un noto psichiatra, che spesso appare in tv per promuovere i suoi libri, ha definito questi ragazzi dei cuccioli di gorilla e si diceva contrario al carcere. Sempre secondo l’illustre psichiatra, i quattro giovani dovrebbero prestare servizio per un anno intero in un reparto di grandi ustionati.
Credo che i cuccioli di gorilla non farebbero mai del male a un loro simile in quel modo deviato e che farli lavorare in ospedale a contatto con il dolore altrui servirebbe a poco. Forse sarebbe più utile metterli in contatto con il loro dolore, facendoli entrare dentro quel vuoto che gli abbiamo creato. Loro parlano di noia perche’ non sanno dare un nome alla loro apatia emozionale, sentimentale ma si tratta di nichilismo.

Per Dostoevskij il termine nichilismo indicava la perdita dei valori tradizionali nel mondo moderno, il destino della modernità dopo "la morte di Dio" ed è questo che intendo; esattamente questo.
Abbiamo riempito questi ragazzi di stupidaggini, congegni inutili, firme (dovrei dire grif?), mode, giochi interattivi, videofonini, robaccia di ogni genere (anche nell’alimentazione), bibite mangia cervello, poi discoteche pomeridiane per undicenni, tappe bruciate con esperienze fatte di sesso, alcool, droghe sintetiche e tanta altra merda. Li riempiamo di impegni fin dalle scuole primarie, sport, danze, ripetizioni, allenamenti, corsi di musica, saggi di fine anno, la partita settimanale, (papà è tanto orgoglioso!) ore e ore davanti al pc, e messenger vari.
A otto anni sono già stressati!
Annoiati perché hanno tutto, troppo e subito. Gli abbiamo tolto il gusto di fare scoperte perche’ non ne hanno più il tempo, tutto deve essere consumato e gettato via, anche i sentimenti. La gioia del primo bacio rubato (a 14 anni stuprano le coetanee!), la scoperta dell’altro e non meno importante, di se stessi.
Un deserto, non è rimasto nulla. Poveri ragazzi, quanta compassione!

Molti, troppi ragazzi, non sanno che si può anche stare seduti in silenzio senza fare nulla, magari incantati dai colori di un tramonto e sentirsi parte dell’universo intero. Forse neanche i genitori sanno più farlo, né i loro insegnanti e magari neanche i loro psicologi! Sono pieni, anestetizzati, annoiati, hanno bisogno di emozioni violente, di sensazioni forti per scuotersi dal torpore in cui sono finiti. Il carcere non sarà una soluzione ma l’impunità sarebbe anche peggio, ne deriverebbe un messaggio pericoloso.

In fondo tutti siamo stati, almeno una volta, come quei bravi ragazzi.  

 


 
   
 
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