Editoriale

   
di Sandro Angelini
 


lunedì 24 novembre 2008

Torino: morire a scuola in Italia, in Europa... nel 2008


Una vergogna!

Ho appena visto in tv l'appello straziante di una madre per riavere il corpo del figlio, non morto in Afghanistan, si tratta di un diciassettenne torinese morto per burocrazia, perché qualcuno guadagnasse soldi e altri voti.
Un giovane morto sotto il crollo del soffitto nella scuola, un edificio vecchio adibito a scuola nel 1974.
Ha ceduto oggi, nell'anno 2008 in un paese che osa ancora definirsi civile e democratico.
Ma non può definirsi tale un paese in cui crollano soffitti nelle scuole, non può e non deve neanche osare definirsi civile.

Secondo il Codacons il 75% degli istituti scolastici è a rischio.
'Da anni denunciamo lo stato di fatiscenza delle scuole italiane - afferma il presidente Carlo Rienzi - senza ottenere alcun intervento delle istituzioni". Il Codacons chiede una revisione di tutti gli istituti.

Ci sono altri ragazzi feriti nel crollo, il più grave si chiama Andrea Macrì
ed è in prognosi riservata. Il ragazzo ha subito un intervento chirugico di stabilizzazione della colonna vertebrale durato tre ore e mezzo ma rimane in coma farmacologico. I medici non escludono che nei prossimi giorni possano eseguire un secondo intervento chirurgico, ma al momento non si pronunciano.

Le colpe si chiamano responsabilità e partono da lontano, dal 1974 appunto ma non sono meno responsabili i governi e le amministrazioni locali che si sono succedute fino ad oggi.


Non possiamo e non dobbiamo accettare queste cose.


La sofferenza è sempre causata dall’ignoranza, dall’incompetenza e dalla stupidità.

Rivolgete con noi un pensiero, una preghiera,
una meditazione sul dolore, per chi soffre, per chi ha sofferto
e per chi è passato al mondo dello spirito.

 

VERGOGNA!


 
   
 
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