Editoriale

   
di Sandro Angelini
 



Le origini del Natale e il solstizio d’inverno

 

Sembra strano ma la data di nascita di Gesù è praticamente sconosciuta, infatti
nella “Nuova Enciclopedia Cattolica” dell’Ordine Francescano, edizione 1941, è ben specificato: “…per  inspiegabile che sembri, la data di nascita di Cristo non è nota. I Vangeli non indicano né il giorno né l’anno … fu assegnata la data del solstizio d’inverno perché in quei giorni in cui il Sole comincia il suo ritorno nei cieli boreali, i pagani, adoratori di Mitra, celebravano il Dies Natalis Solis Invicti: il giorno della nascita del sole invincibile”.

Grazie alla ricca commistione culturale e religiosa di popoli diversi, il Natale si potrebbe definire la festa più interculturale dell’antichità; nelle sue radici si mescolano magicamente culture e religioni provenienti dalla Siria, dall’Egitto, dalla Mesopotamia, dalla Persia, dall’Arabia e naturalmente dall’antica Roma.

Il 25 dicembre era la data di nascita, e dei festeggiamenti, di personaggi divini anteriori alla comparsa di Cristo: il Dio Horus egiziano, il Dio Mitra indo-persiano, il Dio babilonese Tammuz/Yule e Shamas. Sempre nello stesso 25 dicembre venivano festeggiati l’Invictus Sol Elagabalus a Emesa e il Dio Sole Dusares/Helios a Petra, Zarathustra e Khrisna, Dioniso, Adone, Attis e  il Dio Freyr.
Sono documentate antichissime celebrazioni anche in India e in Messico: i popoli aztechi e pre-aztechi celebravano la nascita del dio sole Huitzilopochtli e di Bacab nello Yucatan. Nell’emisfero sud con le stagioni rovesciate, il solstizio invernale cade in giugno quindi le popolazioni incaiche e pre-incaiche celebravano l’antichissima Fiesta del Sol (Inti Raymi) il 24 giugno.

Quest’anno, nel nostro emisfero, il solstizio boreale d’inverno è previsto per il  21 dicembre alle ore 23:38.

In questo periodo il buio della notte raggiunge la sua massima espansione e la luce diurna la minima poi, nei giorni successivi al solstizio, la luce riprende gradualmente
ad aumentare fino al suo culmine col solstizio estivo, datato  convenzionalmente 21 giugno. Nei tempi antichi il solstizio invernale significava sprofondare nelle tenebre
ma indicava anche la rinascita della luce, un nuovo “natale” del sole e quindi della vita.
Il fenomeno veniva osservato con attenzione e timore e nello stesso tempo come occasione di rituali e grandi festeggiamenti. La prima grande festa documentata in Italia e in Europa risale al 274 DC e venne ordinata dall’Imperatore Aureliano:
nasceva ufficialmente la Dies Natalis Solis Invicti.

 

Successivamente l’Imperatore Costantino, pur rimanendo un cultore del dio Sole, abbracciò la fede  cristiana e trasformò nell’anno 330 la festa del Sol Invictus del 25 dicembre in festa cristiana. Precedentemente, l’imperatore aveva fissato la nuova festa cristiana il 7 marzo cambiando anche il nome del primo giorno della settimana (festivo) da Dies Solis a Dominus, la nostra attuale domenica, giorno del Signore.

Gli abitanti del nord Europa non gradirono il cambiamento, infatti nelle popolazioni sassoni e germaniche restano gli antichi nomi del giorno del sole: sunday e sontag.

Ma quando nacque ufficialmente il Natale che ancora oggi festeggiamo?
Nell’anno 337 Papa Giulio I rese ufficiale per la chiesa cattolica la data del Natale, come riportato da San Cristoforo nel 390: “In questo giorno, 25 dicembre, anche la natività di Cristo fù ultimamente fissata in Roma”.

Allora buon Natale ...
... e felice Solis Invictus a tutti!

 

 

 


 
   
 
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