Editoriale

   
di Sandro Angelini
 


Teppismo e ... integrazione !

 

Leggo sul giornale: per vendetta (erano stati puniti) devastano la scuola.
Ragazzini tra i 13 e i 16 anni devastano la scuola e danneggiano l’auto di una bidella. Una brutta notizia come tante purtroppo, tipica di questa generazione, eppure, leggendo con attenzione, nel male ho colto qualcosa di positivo.
Cosa può esserci di positivo in un atto vandalico compiuto da un gruppo di ragazzini?

La composizione eterogenea del gruppo: 4 femmine, 13 maschi, di cui dieci italiani, 2 del marocco, 2 bulgari, un tunisino, un albanese e un kossovaro.
Un atto meditato e pianificato, la vendetta per un’ingiusta punizione, almeno secondo i giovani protagonisti. L’atto è grave e non deve essere preso ad esempio, ma l’aver agito insieme, spinti dall’idea di aver subito un’ingiustizia significa che c’è unità.
Ora si dovrebbe lavorare sul gruppo, coinvolgerli in lavori o punizioni ma senza dividerli, condannando il gesto ma proponendo allo stesso tempo un’alternativa, qualcosa che non conoscono: metodi di protesta alternativi non violenti. La cultura della non-violenza è praticamente sconosciuta alle nuove generazioni, il messaggio non è passato e non solo per colpa delle famiglie ma anche della scuola stessa. A 13, 16 anni non sanno che si può colpire senza ferire, trasgredire senza fare danni e richiamare l’attenzione con azioni dimostrative clamorose ma non-violente.

Questa si che sarebbe una bella lezione per tutti, insegnanti e bidelli compresi.


 

 
   
 
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