Maestro Zen

 

I CINQUE PRECETTI

  • Accogli tutto, non respingere nulla

    Apri cuore e mente alla persona che hai di fronte;
    alla situazione che hai di fronte, non sai cosa e dove ti porterà …
    Rispetta i tuoi bisogni reali *
    Accogliere tutto non significa che ogni cosa che arriva deve piacerti per forza;
    il tuo compito è imparare ad osservare, senza giudizio.

    Ogni mattina un nuovo arrivo: gioia, scoraggiamento, malignità.
    Un attimo di consapevolezza giunge, ospite inatteso.
    Dai il benvenuto a tutto e tutto estendi la tua premura.
    La condizione umana è una locanda.
    Tratta ogni ospite con il dovuto rispetto
    .”
    Jalal Al Din Rumi (poeta e mistico Sufi)


Devi avere fiducia, in dio, nell’Esistenza, in te stesso che sei parte dell’esistenza;
per fare questo occorre coraggio, quindi consapevolezza.
Il vero coraggio lo hanno solo le persone consapevoli.
Osserva come accogli e ti aggrappi alle cose piacevoli e come rifiuti e rifuggi il dolore.
Osserva e impara da te stesso. Accogli tutto, non respingere nulla.

 

  • Nell’esperienza porta tutto il tuo essere

    Non restare distante, avvicinati senza paura, entra dentro ogni cosa con tutto il tuo essere. Immergiti in tutto quello che fai anche se sgradevole e doloroso; spesso sono le paure e i dolori ad aprire la porta verso la consapevolezza.
    Devi imparare a conoscerti veramente; se non sei cosciente di come reagisci di fronte al dolore, alla paura, all’impermanenza … cos’altro sai di te?

    L’idea di difendere l’immagine, la reputazione di te stesso può creare una barriera, una divisione, una distanza tra te e gli altri, tra te e la Vita;in questo modo rischi di perdere qualcosa di molto prezioso. Se devi affrontare una situazione molto dolorosa non devi “essere forte” ad ogni costo, non puoi non avere paura, inutile forzarti, sii naturale, autentico, accetta e accogli paura e dolore.

Porta te stesso con sincerità, fiducia e amore dentro ogni situazione; porta il tuo fare,
la tua forza, il tuo cuore ma anche la tua paura, la tua debolezza, la tua umanità unica
e irripetibile. Partecipa con tutto il tuo essere!
Porta in ogni esperienza tutto il tuo essere …

  • Non aspettare, resta presente

    L’attesa è sospensione, è un protendersi verso qualcosa che deve arrivare;
    aspettare significa proiettare la mente verso il futuro e questo fa perdere di vista
    le opportunità del momento presente. Praticare l’arte della pazienza non è qualcosa di astratto, significa restare nel presente ed è una pratica efficace che evita di farti perdere “pezzi della tua vita” nell’attesa di qualcosa o qualcuno.
    Non aspettare, resta presente; trasforma l’attesa in presenza viva, vivida …
    Quando aspetti non sei presente sei proiettato su qualcosa che non c’è;
    quando aspetti alimenti ansie, crei aspettative e bisogni, perdi di vista le cose che il momento ti offre e che solo in quel preciso momento si offrono a te.
    Fai in modo di comprendere autenticamente e profondamente quali sono per te le cose più importanti: lasciati guidare dalla precarietà della vita, dall’idea dell’impermanenza; quindi decidi cosa fare e agisci, senza perdere tempo.
    Non aspettare, agisci restando presente. Agisci consapevolmente senza riserve.
  • Impara a riposare nel pieno dell’attività. (Riposa nel fare)

    Per la maggior parte delle persone riposare significa cambiare la condizione abituale,
    “staccare la spina”, andare in vacanza. Non tutti e non in tutte le situazioni
    è possibile farlo. E’ necessario imparare a riposare nel caos quotidiano, nel pieno delle attività o in situazioni avverse. In sostanza devi saperti staccare da ciò che fai e puoi farlo solo dopo aver imparato ad entrare pienamente in ogni situazione (secondo precetto); una volta entrato completamente puoi imparare ad uscire completamente. Se non apprendi questa piccola arte vivrai sempre diviso,
    non sarai mai completamente da nessuna parte, sia nel fare che nel riposare.
    Impara a riposare nel pieno dell’attività.
  • Resta ignorante.
    Lo Zen ammonisce: coltiva una mente che non sa
    perché in ogni principiante ci sono infinite possibilità.
    La mente del principiante è un foglio bianco che deve essere ancora scritto.
    Quando non hai nozioni sei attento, resti a contatto con l’esperienza che stai facendo, osservi, sei ricettivo, resti aperto, disponibile; senza concetti e senza nozioni non c’è pregiudizio.
    Resta ignorante.

E’ necessario fare esperienza di ogni cosa senza trattenere o respingere …
Accettare senza lottare, accogliere senza interferire significa liberarsi;
non aspettare, siì disponibile al momento presente.

 


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