Maestro Zen


Il gatto e il Sufi

 

Un saggio era seduto in meditazione, immobile, rilassato e attento,
non era distratto da nulla intorno, sembrava quasi che non respirasse neanche.

Un giorno un altro sufi gli chiese: “Da chi hai imparato a meditare in questo modo?”
Il saggio rispose: “Da un gatto”.
“Che cosa intendi dire?”

“Da un gatto che stava acquattato davanti alla tana di un topo”.

 

La pratica meditativa è comune a tutte le religioni ma non tutte le attribuiscono la stessa importanza. Il saggio sufi spiega molto bene il tipo di attenzione che occorre per raggiungere l’essenza delle cose. In genere una simile attenzione viene adottata quando ci si trova di fronte a cose molto piacevoli o a pericoli che catturano il nostro interesse. Ma possiamo imparare a meditare anche da un gatto: rilassamento, pazienza, attenzione e prontezza. Una bella lezione!

 

 


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