Meditazione

 

Il miracolo della meditazione: trascendere la mente senza lottare.

L'insegnamento di Osho

Viviamo circondati da un’infinità di pensieri, ci sforziamo di uscire da quella folla rischiando di precipitare in mezzo alla confusione.

Se iniziamo a lottare contro questa folla prima o poi arriverà la stanchezza
e il crollo; pensieri e sensazioni si alimentano della nostra stessa attenzione: più lottiamo più li rafforziamo. E’ un po’ come l’incredibile Hulk,
la sua forza cresce con la rabbia e il dolore. Lottando o fuggendo nel “fare per non pensare” si comincia a perdere la salute mentale. Con il giusto metodo non ci sarà nessun crollo ma si aprirà uno squarcio. Il metodo corretto è semplice, basta essere un testimone della propria confusione, senza giudicare, senza condannare: senza lottare. Quasi un miracolo. Appreso il metodo si resta stupiti nell’osservare quella stessa folla disperdersi e con il tempo si scopre che non c’è nessuna folla e nessuna confusione …

Nessuna lotta contro pensieri, condizionamenti e paure ma semplice
e pura osservazione: “non occorre lottare per essere liberi, l’assenza di lotta
è libertà”! Naturalmente ci sono pericoli e inganni a ogni passo;
Lao Tzu diceva che chi medita attraversa un torrente ghiacciato e deve procedere con estrema cautela. La mente di ogni uomo, a prescindere dall’età individuale, è vecchia
di milioni di anni e i suoi meccanismi sottili ingannano e deviano il cammino. La mente ordinaria tende a complicare, dubitare, giudicare e proprio a causa di questo suo approccio complesso alle cose, anche la cosa più semplice del mondo, diventa complicata. Non tutti riescono adaccettare l’idea che qualcosa di così semplice possa funzionare.
Lo stesso Osho spiegava: “Ho una sola medicina per ogni vostra “malattia” e la mia difficoltà è questa: vendere la stessa medicina per i pazienti più diversi, per le diverse malattie. Discuterò con te, qualunque sia il tuo male, ma alla fine tutti voi dovrete accettare la stessa medicina. Ho visto milioni di persone con milioni di interrogativi diversi, e prima ancora di sentire le loro domande conoscevo la risposta”.

Ci sono molti equivoci sulla pratica della meditazione, sfatiamo i più frequenti.

La meditazione è …

E’ solo per persone impegnate in una ricerca spirituale.
Non direi, i benefici sono ormai arcinoti anche dalla scienza ufficiale,
il principale è la capacità di rilassarsi (veramente) e di essere consapevoli senza sforzo.

E’ una pratica per “la pace della mente”.

Questa suona molto contraddittoria; per sua natura la mente è un vero commentatore cronico! Meditando apprendi che puoi creare una distanza tra te e il chiacchiericcio continuo e grazie a questa distanza puoi scoprire la natura essenziale della tua stessa mente: silente e luminosa.

E’ una pratica mentale o uno sforzo per controllare la mente e renderla più attenta.

La meditazione non è affatto uno sforzo mentale e tantomeno si trattadi controllo ma è l’esatto contrario. Sforzo e controllo significano tensione e la tensione è l’antitesi della pratica meditativa. Il praticante deve imparare ad osservare e comprendere i meccanismi della sua mente, non deve fare il domatore … deve solo accrescere la sua consapevolezza.

E’ concentrazione, contemplazione.

La concentrazione è un restringimento della propria attenzione-consapevolezza; concentrarsi significa focalizzarsi su qualcosa escludendo
il resto e questo significa sforzo, quindi non si tratta affatto di meditazione,
è semplicemente un’altra cosa. La pratica corretta comprende tutto, non esclude nulla e tende a espandere la consapevolezza non a restringerla.

La contemplazione prevede la focalizzazione su un oggetto, un immagine,
o un aforisma che dà ispirazione. Chi medita è sempre più consapevole ma non di qualcosa in particolare ma di tutto ciò che si muove dentro e fuori.

E’ una nuova esperienza.

Non necessariamente, molti uomini e molte donne di sport chiamano questo stato
“la zona”, molti artisti fanno questa esperienza mentre dipingono, suonano, cantano.
Noi "comuni mortali" possiamo incontrare questa esperienza in modo naturale, magari mentre giochiamo, camminiamo lungo una spiaggia, o mentre facciamo l’amore. La meditazione è uno stato naturale che ogni persona ha sperimentato almeno una volta nella vita, magari senza saperlo o riconoscerlo.

Molti all’inizio definiscono la pratica “un ritorno a casa” proprio perché non è affatto un luogo sconosciuto e tantomeno una nuova esperienza; lo stato meditativo non è qualcosa di estraneo, ha a che fare con la natura intrinseca silente e luminosa di ogni essere.


 

Solo avendo radici ben salde in questo mondo riesci a trascenderlo.




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