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Effetto di campo della coscienza: l'Effetto Maharishi

Il fenomeno in questione, detto "Effetto Maharishi",  è già stato osservato e verificato più volte (2) (naturalmente si tratta solo di un effetto fisico, ovvero di un'induzione di coerenza che prescinde dai contenuti del pensiero e non produce "forzature" sulla volontà altrui). Molte persone si chiedono se un'influenza di questo tipo sia veramente possibile, ed anche per molti scienziati si tratta di un argomento "tabù". Infatti, a causa dei nostri pregiudizi, esitiamo ad ammettere che anche la mente deve essere soggetta alle leggi naturali; ma questa è una verità che occorre riconoscere, se non si vuole ricadere nella metafisica (così l'accusa che generalmente viene rivolta agli scienziati della MIU [oggi MUM] viene facilmente capovolta!). In realtà nell'Effetto Maharishi non avviene nulla di più strano di quanto avviene in una normale calamita, che crea un campo magnetico al suo esterno in virtù del suo ordine microscopico interno (anche se in realtà l'Effetto Maharishi è paragonabile a ben più raffinati effetti quantistici).
Noi viviamo costantemente immersi in un "calderone" di campi fisici, come il campo gravitazionale, il campo magnetico terrestre, i campi elettromagnetici prodotti dalle varie emittenti radio-televisive o dai telefonini cellulari. La fisica moderna ha dimostrato che perfino la materia è una condensazione di campi quantistici. Perchè mai una struttura fisica come il sistema nervoso dovrebbe rimanere estranea alle normali interazioni tra i diversi campi naturali? Negare questa possibilità significa assumere un atteggiamento chiuso, dogmatico e, in sostanza, antiscientifico.
L'Effetto Maharishi è paragonabile ad un importante effetto quantistico, il "diamagnetismo perfetto" (Effetto Meissner, 1957), che all'interno di un superconduttore annulla l'influenza dei campi magnetici esterni. Infatti l'Effetto Maharishi non "trasmette" propriamente delle influenze, ma piuttosto "elimina" le influenze negative sulle onde cerebrali (disordine prodotto da stress o altro), permettendo così il ripristino del funzionamento naturale della mente, ovvero di un'alta coerenza cerebrale (qualità intrinseca originaria del campo di coscienza).
Occorre precisare che i tipi di interazione fisica attualmente conosciuti (elettromagnetico, gravitazionale, nucleare forte e debole) non sono in grado di spiegare questo fenomeno (che pure è stato più volte osservato) ed è per questo che è necessario rivolgersi a livelli più profondi ed unificati delle leggi naturali, ovvero al "campo unificato" ricercato dalle teorie contemporanee di unificazione.
Pertanto il campo fisico responsabile dell'Effetto Maharishi sarebbe il campo unificato stesso, non sotto un aspetto particolare (campo elettromagnetico o gravitazionale o altro), ma nel suo aspetto fondamentale, anteriore alla differenziazione nei diversi tipi di campo (Hagelin, 1986). L'Effetto Maharishi creerebbe piccole sollecitazioni nella struttura stessa dello spazio-tempo (3), che normalmente è descritta dalla teoria della relatività generale (Einstein, 1916). Va sottolineato che una straordinaria conferma della possibile influenza della consapevolezza umana su dispositivi fisici (REG, Random Event Generators) è già stata ottenuta presso la Princeton University nell'ambito del Progetto PEAR e del Progetto Noosphere .
Inoltre negli anni '70 gli scienziati Targ e Puthoff avevano già dimostrato l'esistenza di influenze reciproche tra persone distante (ad es. Nature 18/10/1974) ed in seguito i neurofisiologi Greenberg-Zylderbaum e Ramos avevano evidenziato influenze reciproche negli elettroencefalogrammi di persone in sintonia emozionale tra di loro, nel corso di ricerche del tutto diverse e indipendenti dagli studi condotti sulla MT e sull'Effetto Maharishi.


Le verifiche dell'Effetto Maharishi


La scienza ha un carattere sperimentale e richiede una conferma concreta di ogni ipotesi o teoria: anche l'esistenza dell'Effetto di campo della coscienza deve essere sottoposta a verifica.
Ebbene, esistono già numerosi risultati a riguardo. I primi indizi sull'esistenza dell'effetto si ebbero negli anni '70, negli Stati Uniti, quando i dati dell'FBI evidenziarono una notevole riduzione dell'indice di criminalità in alcune città in cui almeno l'uno per cento degli abitanti praticava la MT, mentre la tendenza nazionale era di un netto aumento (4).
In seguito molte ricerche hanno confermato che nelle comunità (città, regioni, Stati) in cui almeno l'1% della popolazione pratica la MT, si ottiene un netto miglioramento dei principali indici sociologici: ad esempio minor numero di episodi criminali, di incidenti, di malattie, e molte altre conseguenze positive (5). Si tratta di effetti statistici molto significativi, non imputabili alle normali fluttuazioni casuali: l'Effetto Maharishi risulta addirittura uno degli effetti sociologici più confermati e verificati.
Queste conseguenze sociologiche sono imputabili ad una riduzione del livello generale di stress, dovuta all'induzione di coerenza. L'effetto presenta una stretta analogia con vari fenomeni chimici o fisici (frequenti per esempio nel magnetismo), in cui una piccola frazione di elementi ordinati in un sistema disordinato riescono ad aumentare considerevolmente il grado di ordine collettivo del sistema. Alla M.U.M. si parla di una autentica "transizione di fase sociologica" indotta dall'Effetto Maharishi.
Negli ultimi anni è stato dimostrato che il potente programma di MT-Siddhi permette di ottenere l'Effetto Maharishi con un numero ridottissimo di persone, pari alla radice quadrata dell'1% della popolazione. Evidentemente questo è dovuto ad un aumento della coincidenza di fase tra i vari partecipanti al programma: grazie al principio dell'interferenza costruttiva, l'effetto risulta proporzionale non al numero dei partecipanti, ma al suo quadrato, e ciò permette la riduzione del numero dei partecipanti alla radice quadrata (3).
Alla fine del 1983 fu creato per la prima volta un Effetto Maharishi "Globale", cioè di portata mondiale, grazie ad un'assemblea di 7000 "esperti" che per tre settimane praticarono in gruppo il programma di MT-Siddhi (7000 era circa la radice quadrata dell'1% dell'intera popolazione mondiale). I risultati furono analoghi a quelli ottenuti in precedenza a livello locale, ma risultarono estesi a tutto il mondo. Si ebbe anche un forte rialzo simultaneo di tutti i mercati azionari (evento insolito), a testimonianza della vitalità diffusa dall'effetto (6).
I numerosi esperimenti condotti in seguito, sia a livello locale che mondiale, hanno regolarmente fatto registrare risultati sociologici positivi. L'Effetto Maharishi ha perfino prodotto forti attenuazioni della conflittualità in regioni afflitte da guerre (7).
Ovviamente i risultati sono stati analizzati con i sofisticati metodi statistici normalmente utilizzati negli studi sociologici ed in varie scienze (fisica compresa). Sull'Effetto Maharishi sono stati pubblicati vari articoli su riviste accademiche di sociologia e scienze politiche (8), che si uniscono ai numerosi articoli pubblicati da riviste di medicina e psicologia sulla MT e sulle MT-Siddhi (1).
Sulla base di questi straordinari risultati appare opportuno stabilire al più presto in ogni Nazione un "gruppo di coerenza" che permetta rapidi progressi nella soluzione dei vari problemi sociali, politici ed economici.

Fabrizio Coppola


Il titolo originario di questo articolo (1993):
La "consapevolezza": una proprietà del "campo unificato".
Nonostante i risultati sperimentali che porta a sostegno,
esso è stato fortemente criticato ed osteggiato in campo accademico...

 


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